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Tetradrachm Ringelkopfreiter mit Mundrosette Type

Emittente Dacians of Transylvania
Anno 200 BC - 1 BC
Tipo Accedi per vedere i dettagli
Valore Tetradrachm (4)
Valuta Accedi per vedere i dettagli
Composizione Accedi per vedere i dettagli
Peso Accedi per vedere i dettagli
Diametro Accedi per vedere i dettagli
Spessore Accedi per vedere i dettagli
Forma Accedi per vedere i dettagli
Tecnica Accedi per vedere i dettagli
Orientamento Accedi per vedere i dettagli
Incisore/i Accedi per vedere i dettagli
In circolazione fino al Accedi per vedere i dettagli
Riferimento/i Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del dritto Heavily stylised laureate head facing right, derived from a Macedonian prototype, rendered in characteristic late Celtic abstract idiom. The hair is depicted as a series of ring-curl pellets (Ringelkopf), with a pearl diadem encircling the crown. An S-form ornament and a torc-like element are visible at the neckline, while a prominent rosette appears before the face in the field. The overall design reflects the progressive geometric degeneration typical of Dacian-Transylvanian silver coinage of this period.
Scrittura del dritto Accedi per vedere i dettagli
Legenda del dritto Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Scrittura del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Legenda del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Bordo Accedi per vedere i dettagli
Zecca Accedi per vedere i dettagli
Tiratura ND (200 BC - 1 BC)
Informazioni aggiuntive

The "Ringelkopfreiter mit Mundrosette" belongs to a broad family of Dacian imitative tetradrachms descended from Philip II Macedonian prototypes, copied and recopied across generations until the original iconographic source became almost unrecognizable. This particular type is characterized by the rosette at the mouth of the rider figure — a local stylistic addition with no parallel in the Macedonian originals, suggesting a regional workshop operating with considerable autonomy from the broader imitative tradition.

Transylvanian Dacian coinage was never issued by a centralized mint authority in any meaningful sense. Production likely occurred across multiple tribal centers, which explains the significant die variation documented within this type by Göbl.