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1 Piastre

Emittente Banque de l'Indochine
Anno 1949-1951
Tipo Accedi per vedere i dettagli
Valore Accedi per vedere i dettagli
Valuta Accedi per vedere i dettagli
Composizione Accedi per vedere i dettagli
Dimensioni Accedi per vedere i dettagli
Forma Accedi per vedere i dettagli
Stampatore Banque de France, France
Disegnatore/i Accedi per vedere i dettagli
Incisore/i Accedi per vedere i dettagli
In circolazione fino al Accedi per vedere i dettagli
Riferimento/i Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del dritto Accedi per vedere i dettagli
Legenda del dritto BANQUE DE L'INDOCHINE
L'ART. 130 DU CODE PÉNAL PUNIT DES TRAVAUX FORCÉS CEUX QUI AURONT CONTREFAIT OU FALSIFIÉ LES BILLETS DE BANQUES AUTORISÉES PAR LA LOI.
L'INSPECTEUR GÉNÉRAL
LE DIRECTEUR DE LA SUCCURSALE DE SAIGON
UNE PIASTRE
G. BARRIERE FEC.
Descrizione del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Legenda del rovescio GIẤY MỘT ĐỒNG VÀNG
G. BARRIERE FEC.
១ស្លឹង ១ រៀល
壹元
東方匯理銀行
Firma/e Accedi per vedere i dettagli
Tipo di protezione Accedi per vedere i dettagli
Descrizione della protezione Accedi per vedere i dettagli
Varianti Accedi per vedere i dettagli
Commenti

The Banque de l'Indochine's late-issue 1 Piastre series appeared at precisely the moment the piastre's value had become politically explosive. In 1946, the French government had fixed the official exchange rate at 17 piastres to the franc — a wildly artificial rate that made the piastre worth far more on paper than in practice, and which fueled a massive currency trafficking racket involving military procurement vouchers, black market operators, and, notoriously, figures connected to the French Expeditionary Corps itself.

The rate was finally abolished in 1953, after this note was already in circulation. Printed by the Banque de France under Barrière's design direction, the note was produced in Paris for a monetary zone that was actively disintegrating around it.