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1 Garas - Gábor Bethlen

Emittente Transylvania, Principality of
Anno 1625-1627
Tipo Accedi per vedere i dettagli
Valore Accedi per vedere i dettagli
Valuta Thaler (1526-1780)
Composizione Accedi per vedere i dettagli
Peso Accedi per vedere i dettagli
Diametro Accedi per vedere i dettagli
Spessore Accedi per vedere i dettagli
Forma Accedi per vedere i dettagli
Tecnica Accedi per vedere i dettagli
Orientamento Accedi per vedere i dettagli
Incisore/i Accedi per vedere i dettagli
In circolazione fino al Accedi per vedere i dettagli
Riferimento/i Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del dritto Crowned shield of arms of Transylvania divided into four quarters, displaying the Transylvanian eagle, the seven fortresses, and the crescent moon motifs, with the mint mark CC flanking the lower sides of the shield. A beaded inner circle frames the design. The surrounding legend reads GABR·G·S·R·IMP·ET·TRAN·PRIN or similar variant, identifying Gabriel Bethlen as Prince of Transylvania and Count of the Holy Roman Empire.
Scrittura del dritto Accedi per vedere i dettagli
Legenda del dritto Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Scrittura del rovescio Latin
Legenda del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Bordo Accedi per vedere i dettagli
Zecca Accedi per vedere i dettagli
Tiratura Accedi per vedere i dettagli
Informazioni aggiuntive

Bethlen issued these small silver pieces during the years immediately following his third military campaign against the Habsburgs, a conflict that ended with the 1624 Peace of Vienna and left him in an awkward position — nominally at peace with Ferdinand II while still actively courting Ottoman backing and Protestant German princes. The garas denomination served the practical demands of a principality whose economy ran heavily on trade with both Ottoman and Central European markets simultaneously.

The Resch references span a notably wide die variety range for a three-year window, reflecting Bethlen's tendency to maintain multiple active dies across his mints at Nagyszeben and Gyulafehérvár.

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