Catalogo
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| Emittente | Corinth |
|---|---|
| Anno | 375 BC - 300 BC |
| Tipo | Accedi per vedere i dettagli |
| Valore | Accedi per vedere i dettagli |
| Valuta | Accedi per vedere i dettagli |
| Composizione | Accedi per vedere i dettagli |
| Peso | 8.48 g |
| Diametro | Accedi per vedere i dettagli |
| Spessore | Accedi per vedere i dettagli |
| Forma | Accedi per vedere i dettagli |
| Tecnica | Accedi per vedere i dettagli |
| Orientamento | Accedi per vedere i dettagli |
| Incisore/i | Accedi per vedere i dettagli |
| In circolazione fino al | Accedi per vedere i dettagli |
| Riferimento/i | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
|---|---|
| Scrittura del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Legenda del dritto | Ϙ |
| Descrizione del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Scrittura del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Legenda del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Bordo | Accedi per vedere i dettagli |
| Zecca | Accedi per vedere i dettagli |
| Tiratura | ND (375 BC - 300 BC) |
| Informazioni aggiuntive |
Corinthian staters of this period were among the most widely accepted trade coins in the ancient Mediterranean, circulating far beyond the Greek world into Sicily, southern Italy, and along Adriatic trade routes. So ubiquitous were they that colonial imitations — struck by Corinthian settlements and allied cities — are often catalogued separately from metropolitan issues, and distinguishing them requires close attention to die work and fabric. Ravel's exhaustive 1936 die study remains the primary reference for sequencing these issues.