Catalogo
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| Emittente | Corinth |
|---|---|
| Anno | 350 BC - 285 BC |
| Tipo | Standard circulation coin |
| Valore | Accedi per vedere i dettagli |
| Valuta | Accedi per vedere i dettagli |
| Composizione | Accedi per vedere i dettagli |
| Peso | Accedi per vedere i dettagli |
| Diametro | Accedi per vedere i dettagli |
| Spessore | Accedi per vedere i dettagli |
| Forma | Accedi per vedere i dettagli |
| Tecnica | Accedi per vedere i dettagli |
| Orientamento | Accedi per vedere i dettagli |
| Incisore/i | Accedi per vedere i dettagli |
| In circolazione fino al | Accedi per vedere i dettagli |
| Riferimento/i | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
|---|---|
| Scrittura del dritto | Greek |
| Legenda del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Scrittura del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Legenda del rovescio | A P |
| Bordo | Accedi per vedere i dettagli |
| Zecca | Accedi per vedere i dettagli |
| Tiratura | Accedi per vedere i dettagli |
| Informazioni aggiuntive |
Corinthian staters of this period were among the most widely circulated coins in the ancient Mediterranean world — so ubiquitous that they were collectively called "colts" by traders, a nod to the pegasus type, and served as a de facto trade currency from Sicily to the Black Sea. Their acceptance was broad enough that numerous cities struck deliberate imitations, some deceptively close to the Corinthian standard. Ravel's exhaustive die study, published in 1936, remains the definitive reference for sequencing these issues, and Ravel 1009 places this piece within a well-documented late-series group.