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Nummus with cross

Emittente Vandal Kingdom
Anno 440-484
Tipo Accedi per vedere i dettagli
Valore Accedi per vedere i dettagli
Valuta Accedi per vedere i dettagli
Composizione Accedi per vedere i dettagli
Peso 0.69 g
Diametro Accedi per vedere i dettagli
Spessore Accedi per vedere i dettagli
Forma Accedi per vedere i dettagli
Tecnica Accedi per vedere i dettagli
Orientamento Accedi per vedere i dettagli
Incisore/i Accedi per vedere i dettagli
In circolazione fino al Accedi per vedere i dettagli
Riferimento/i Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del dritto Accedi per vedere i dettagli
Scrittura del dritto Accedi per vedere i dettagli
Legenda del dritto Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del rovescio A plain cross with equal arms occupies the central field, rendered boldly on this small irregular flan. The cross is surrounded by a partially legible or wholly illegible encircling legend, typical of this Vandal nummus series. The design is confined within a beaded or plain border, reflecting the crude workmanship common to these low-denomination hammered bronzes. The overall composition adheres to the Christian iconographic conventions adopted by the Vandal rulers in emulation of late Roman imperial coinage.
Scrittura del rovescio Latin
Legenda del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Bordo Accedi per vedere i dettagli
Zecca Accedi per vedere i dettagli
Tiratura Accedi per vedere i dettagli
Informazioni aggiuntive

These tiny bronzes were issued under Geiseric, who sacked Rome in 455 and spent decades terrorizing Mediterranean shipping from his base at Carthage. The Vandals struck no gold or silver in their own name during this period, leaving the nummus — Rome's most debased small change — as the only coin they produced. It is a striking admission that their economy ran on the remnants of late Roman infrastructure rather than anything they built themselves.