Catalogo
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| Emittente | Eastern Roman Empire (Rome) |
|---|---|
| Anno | 402-450 |
| Tipo | Accedi per vedere i dettagli |
| Valore | Accedi per vedere i dettagli |
| Valuta | Solidus (330-476) |
| Composizione | Accedi per vedere i dettagli |
| Peso | Accedi per vedere i dettagli |
| Diametro | Accedi per vedere i dettagli |
| Spessore | Accedi per vedere i dettagli |
| Forma | Accedi per vedere i dettagli |
| Tecnica | Accedi per vedere i dettagli |
| Orientamento | Accedi per vedere i dettagli |
| Incisore/i | Accedi per vedere i dettagli |
| In circolazione fino al | Accedi per vedere i dettagli |
| Riferimento/i | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
|---|---|
| Scrittura del dritto | Latin |
| Legenda del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Scrittura del rovescio | Latin |
| Legenda del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Bordo | Accedi per vedere i dettagli |
| Zecca | Accedi per vedere i dettagli |
| Tiratura | Accedi per vedere i dettagli |
| Informazioni aggiuntive |
The cross-in-wreath nummus type appears during a period when Theodosius II's court at Constantinople was actively promoting Christian iconography on the smallest denominational bronze — a deliberate policy shift rather than incidental design choice. These pieces circulated across nearly five decades of a single reign, the longest of any emperor in Roman history, which accounts for the enormous variation in die quality and fabric found across surviving specimens.
LRBC 2239 places this firmly within the Constantinopolitan mint's output. At this module and weight, these coins were essentially the fractional change of late antique commerce — handled constantly, lost easily.