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Dinar - Ilchigiday Samarqand

Emittente Chagatai Khanate
Anno 1326
Tipo Accedi per vedere i dettagli
Valore Accedi per vedere i dettagli
Valuta Dinar (1225-1680)
Composizione Accedi per vedere i dettagli
Peso Accedi per vedere i dettagli
Diametro Accedi per vedere i dettagli
Spessore Accedi per vedere i dettagli
Forma Accedi per vedere i dettagli
Tecnica Accedi per vedere i dettagli
Orientamento Accedi per vedere i dettagli
Incisore/i Accedi per vedere i dettagli
In circolazione fino al Accedi per vedere i dettagli
Riferimento/i Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del dritto Accedi per vedere i dettagli
Scrittura del dritto Accedi per vedere i dettagli
Legenda del dritto Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del rovescio The reverse presents a multi-line Arabic inscription filling the central field, recording the mint name Samarqand and the AH date 727 (corresponding to 1326 CE) in the lower portion of the flan. The legend references the ruler Ilchigiday and his titles in accordance with Chagatai Khanate titulature. The inscription is enclosed within a plain inner circle and surrounded by a beaded outer border consistent with the obverse treatment. The hammered silver flan displays characteristic surface irregularities and flow lines, with bold, deeply struck Arabic lettering in a style consistent with contemporary Transoxianan mint production.
Scrittura del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Legenda del rovescio سمرقند ٧٢٧
Bordo Accedi per vedere i dettagli
Zecca Accedi per vedere i dettagli
Tiratura Accedi per vedere i dettagli
Informazioni aggiuntive

Ilchigiday ruled the Chagatai Khanate during a period of intense internal fracture, when the western and eastern halves of the khanate were pulling apart under competing dynastic pressures. Samarqand, as a major commercial hub on the Silk Road, remained a critical mint city precisely because its output underpinned trade networks that the khans depended on for revenue regardless of who nominally controlled the throne.

The A#1990.2 reference places this within Zeno's broader Chaghatayid sequence, where attribution often hinges on mint name and regnal formula alone — die-linked specimens from Samarqand in this period are rarely documented in volume.

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