Catalogo
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| Emittente | Apollonia Salbace (Conventus of Alabanda) |
|---|---|
| Anno | 260-268 |
| Tipo | Accedi per vedere i dettagli |
| Valore | Accedi per vedere i dettagli |
| Valuta | Accedi per vedere i dettagli |
| Composizione | Bronze |
| Peso | Accedi per vedere i dettagli |
| Diametro | Accedi per vedere i dettagli |
| Spessore | Accedi per vedere i dettagli |
| Forma | Accedi per vedere i dettagli |
| Tecnica | Accedi per vedere i dettagli |
| Orientamento | Accedi per vedere i dettagli |
| Incisore/i | Accedi per vedere i dettagli |
| In circolazione fino al | Accedi per vedere i dettagli |
| Riferimento/i | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
|---|---|
| Scrittura del dritto | Greek |
| Legenda del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del rovescio | The emperor, radiate and in military dress, stands facing in a quadriga, holding a small Nike figure in his extended left hand and raising his right hand in a gesture of address or salutation. The four horses of the quadriga are depicted in forward motion. The reverse field carries the civic legend of Apollonia Salbace naming the local strategos Menandros Pelides, distributed around the design within a beaded border. |
| Scrittura del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Legenda del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Bordo | Accedi per vedere i dettagli |
| Zecca | Accedi per vedere i dettagli |
| Tiratura | Accedi per vedere i dettagli |
| Informazioni aggiuntive |
Apollonia Salbace was a minor Carian city whose coinage under Gallienus coincides almost exactly with the catastrophic fragmentation of the Roman Empire — the Rhine frontier collapsing, the Palmyrene breakaway imminent, and Gallienus ruling an empire that had shed roughly a third of its territory by 260 AD. Provincial bronze continued to be struck in the eastern conventus regardless, the local civic machinery running on institutional inertia while the imperial center buckled. The strategos Menandros named in the inscription held a magistracy that doubled as civic financial oversight, a common arrangement in Asia Minor's Greek cities.