Catalogo
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| Emittente | Neoclaudiopolis (Galatia) |
|---|---|
| Anno | 111-112 |
| Tipo | Standard circulation coin |
| Valore | Accedi per vedere i dettagli |
| Valuta | Accedi per vedere i dettagli |
| Composizione | Accedi per vedere i dettagli |
| Peso | Accedi per vedere i dettagli |
| Diametro | Accedi per vedere i dettagli |
| Spessore | Accedi per vedere i dettagli |
| Forma | Accedi per vedere i dettagli |
| Tecnica | Accedi per vedere i dettagli |
| Orientamento | Accedi per vedere i dettagli |
| Incisore/i | Accedi per vedere i dettagli |
| In circolazione fino al | Accedi per vedere i dettagli |
| Riferimento/i | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
|---|---|
| Scrittura del dritto | Greek |
| Legenda del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del rovescio | Tyche seated left on a throne, her body draped in flowing robes, extending her right hand to hold ears of grain and a poppy head, while her left arm supports a cornucopia. The figure is depicted in a dignified, classicizing manner typical of provincial civic iconography, symbolising the prosperity and fortune of Neoclaudiopolis. The Greek civic legend and regnal year inscription ΡΙΖ (year 117 of the local era, corresponding to 111-112 AD) encircle the type along the border of the flan. |
| Scrittura del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Legenda del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Bordo | Accedi per vedere i dettagli |
| Zecca | Accedi per vedere i dettagli |
| Tiratura | Accedi per vedere i dettagli |
| Informazioni aggiuntive |
The date inscribed on this coin — year 117 of the local Pontic era — anchors it precisely to 111–112 AD, during Trajan's Dacian war interval and just before his Parthian campaign consumed imperial attention eastward. Neoclaudiopolis, a minor civic center in Pontus re-attributed to Galatia for administrative purposes, issued bronze coinage sporadically and in small volumes; surviving examples with legible era dates are genuinely scarce. The city's nomenclature itself records a Claudian foundation or refoundation, though its civic bronze output only becomes archaeologically visible under the Flavians.