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Æ24 - Valerian and Gallienus ΝΙΚΑΙΕΩΝ, ΔΙΟΝΥϹΙΑ, ΟΥΑΛΕ ΓΑΛ

Emittente Nicaea (Bithynia and Pontus)
Anno 253-260
Tipo Accedi per vedere i dettagli
Valore Accedi per vedere i dettagli
Valuta Accedi per vedere i dettagli
Composizione Accedi per vedere i dettagli
Peso Accedi per vedere i dettagli
Diametro Accedi per vedere i dettagli
Spessore Accedi per vedere i dettagli
Forma Accedi per vedere i dettagli
Tecnica Accedi per vedere i dettagli
Orientamento Accedi per vedere i dettagli
Incisore/i Accedi per vedere i dettagli
In circolazione fino al Accedi per vedere i dettagli
Riferimento/i X#90352
Descrizione del dritto Accedi per vedere i dettagli
Scrittura del dritto Accedi per vedere i dettagli
Legenda del dritto Γ Π ΛΙΚ ΟΥΑΛΕΡΙΑΝΟϹ ϹΕΒ
(Translation: G Publius Licinius Valerian Augustus)
Descrizione del rovescio An agonistic prize table with curved, ornately rendered legs is depicted in the field, upon which rest three prize crowns, each issuing a pair of palm fronds — emblematic of victory in the sacred games. The composition celebrates the Dionysia games held at Nicaea, as proclaimed by the surrounding legend. The reverse type is a well-known motif on Bithynian civic bronzes commemorating local agonistic festivals, here specifically the Dionysia Valeriana Galliena, honouring both the festival and the reigning co-emperors.
Scrittura del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Legenda del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Bordo Accedi per vedere i dettagli
Zecca Accedi per vedere i dettagli
Tiratura Accedi per vedere i dettagli
Informazioni aggiuntive

Nicaea was one of the most prolific civic mints in Bithynia, continuing to strike bronze into the joint reign of Valerian I and Gallienus even as the Roman world fractured under the pressure of simultaneous frontier crises. The Διονύσια inscription references the festival games held in honor of Dionysus — a longstanding civic tradition that provincial cities used to assert cultural identity and attract imperial patronage. Nicaea's appeal to such festivals on coinage was partly political currency: demonstrating loyalty while advertising local prestige to Rome.

Valerian was captured by Shapur I of Persia around 260 AD, ending the joint reign abruptly.

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