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Æ19 - Domitian ΔΟΜΙΤΙΑΝ ΣΕΒΑΣΤΗ

Emittente Koinon of Thessaly (Achaea)
Anno 81-96
Tipo Accedi per vedere i dettagli
Valore Accedi per vedere i dettagli
Valuta Accedi per vedere i dettagli
Composizione Accedi per vedere i dettagli
Peso Accedi per vedere i dettagli
Diametro Accedi per vedere i dettagli
Spessore Accedi per vedere i dettagli
Forma Accedi per vedere i dettagli
Tecnica Accedi per vedere i dettagli
Orientamento Accedi per vedere i dettagli
Incisore/i Accedi per vedere i dettagli
In circolazione fino al Accedi per vedere i dettagli
Riferimento/i RPC II#279
Descrizione del dritto Accedi per vedere i dettagli
Scrittura del dritto Accedi per vedere i dettagli
Legenda del dritto Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del rovescio Draped bust of Domitia Augusta facing right, depicted with elaborately coiffed hair arranged in tight curls atop the head, consistent with Flavian-era imperial female portraiture. The drapery is rendered with fine detail across the shoulder and chest, presenting a formal imperial image. The encircling Greek legend ΔΟΜΙΤΙΑΝ ΣΕΒΑΣΤΗ identifies the subject as Domitia Augusta, wife of Domitian. The portrait is competently executed in the local provincial tradition of the Koinon of Thessaly.
Scrittura del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Legenda del rovescio ΔΟΜΙΤΙΑΝ ΣΕΒΑΣΤΗ
(Translation: Domitia Augusta)
Bordo Accedi per vedere i dettagli
Zecca Accedi per vedere i dettagli
Tiratura Accedi per vedere i dettagli
Informazioni aggiuntive

The Thessalian Koinon — the federal league of Thessalian cities — retained the right to strike provincial bronze under the Flavians, a privilege tied to its administrative cooperation with Roman governance of Achaea. Domitian was notably aggressive in demanding divine honors during his lifetime, styling himself *dominus et deus*, which likely accelerated the willingness of provincial leagues to issue coinage in his name with imperial titulature rendered in Greek.

The reference II#279 places this within a catalogued series, though Thessalian provincial bronzes of this reign remain sparsely documented compared to the larger eastern mints.

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