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50 Pfennigs - Leipzig Meier & Weichelt

Emittente Meier & Weichelt, Leipzig
Anno 1917-1918
Tipo Accedi per vedere i dettagli
Valore 50 Pfennigs (50 Pfennige) (0.50)
Valuta Accedi per vedere i dettagli
Composizione Accedi per vedere i dettagli
Peso Accedi per vedere i dettagli
Diametro Accedi per vedere i dettagli
Spessore Accedi per vedere i dettagli
Forma Accedi per vedere i dettagli
Tecnica Accedi per vedere i dettagli
Orientamento Accedi per vedere i dettagli
Incisore/i Accedi per vedere i dettagli
In circolazione fino al Accedi per vedere i dettagli
Riferimento/i Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del dritto A plain, unadorned field is enclosed by a continuous inner pearl border running parallel to the coin's milled rim. The issuer's name MEIER & WEICHELT arcs in raised Latin capitals across the upper portion of the field, following the curvature of the border. The large numeral 50, denoting the denomination, occupies the central field in bold raised figures. The overall design is utilitarian in character, consistent with wartime notgeld production.
Scrittura del dritto Latin
Legenda del dritto Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Scrittura del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Legenda del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Bordo Accedi per vedere i dettagli
Zecca Accedi per vedere i dettagli
Tiratura Accedi per vedere i dettagli
Informazioni aggiuntive

Meier & Weichelt was a Leipzig-based metalworking and wire goods manufacturer that, like hundreds of German industrial firms, issued its own emergency coinage — Kriegsgeld — when the Imperial government's wartime metal requisitions stripped the Reichsbank's ability to supply sufficient small change. By 1917, nickel and copper were effectively reserved for munitions, pushing private issuers toward zinc-based substitutes. The nickel plating on this piece was a thin concession to the appearance of pre-war coinage, not a material one.

The Hasselmann and Mennies references cataloguing this type document at least four die varieties, of which this is the fourth.

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