Catalogo
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| Emittente | Imperial Russian Mint |
|---|---|
| Anno | 1751 |
| Tipo | Non-circulating coin |
| Valore | Accedi per vedere i dettagli |
| Valuta | Accedi per vedere i dettagli |
| Composizione | Accedi per vedere i dettagli |
| Peso | Accedi per vedere i dettagli |
| Diametro | Accedi per vedere i dettagli |
| Spessore | Accedi per vedere i dettagli |
| Forma | Accedi per vedere i dettagli |
| Tecnica | Accedi per vedere i dettagli |
| Orientamento | Accedi per vedere i dettagli |
| Incisore/i | Accedi per vedere i dettagli |
| In circolazione fino al | Accedi per vedere i dettagli |
| Riferimento/i | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
|---|---|
| Scrittura del dritto | Cyrillic |
| Legenda del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Scrittura del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Legenda del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Bordo | Plain |
| Zecca | Accedi per vedere i dettagli |
| Tiratura | Accedi per vedere i dettagli |
| Informazioni aggiuntive |
Elizabeth Petrovna's double chervonets issues of 1751 were struck not for domestic circulation but for Russia's eastern trade networks, where gold by weight commanded more confidence than any state guarantee. The chervonets denomination itself derived from the Dutch ducat — Russian merchants and the court both understood that foreign partners trusted Venetian and Dutch gold standards far more than Romanov assurances, which is precisely why this coin was engineered to meet that expectation in fineness and weight.
Production was concentrated at the St. Petersburg mint under conditions of tight quality control unusual for the period. The .986 fineness was not accidental — it matched ducat standards closely enough to pass without argument in Persian and Central Asian bazaars.