Catalogo
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| Emittente | Sächsische Webstuhlfabrik Louis Schönherr, Chemnitz |
|---|---|
| Anno | |
| Tipo | Accedi per vedere i dettagli |
| Valore | Accedi per vedere i dettagli |
| Valuta | Accedi per vedere i dettagli |
| Composizione | Accedi per vedere i dettagli |
| Peso | 1.9 g |
| Diametro | Accedi per vedere i dettagli |
| Spessore | Accedi per vedere i dettagli |
| Forma | Accedi per vedere i dettagli |
| Tecnica | Accedi per vedere i dettagli |
| Orientamento | Accedi per vedere i dettagli |
| Incisore/i | Accedi per vedere i dettagli |
| In circolazione fino al | Accedi per vedere i dettagli |
| Riferimento/i | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
|---|---|
| Scrittura del dritto | Latin |
| Legenda del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Scrittura del rovescio | Latin |
| Legenda del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Bordo | Accedi per vedere i dettagli |
| Zecca | Accedi per vedere i dettagli |
| Tiratura | Accedi per vedere i dettagli |
| Informazioni aggiuntive |
Sächsische Webstuhlfabrik Louis Schönherr was one of Saxony's principal loom manufacturers, and like hundreds of German industrial firms it resorted to issuing its own zinc notgeld during the acute small-change shortages of World War I and its aftermath. These factory tokens circulated internally — in canteens, company stores, and wage advances — precisely because the Reichsbank could not keep low-denomination coins in supply. Zinc was the material of necessity; copper and nickel had gone to the war effort.