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1 Lira Yugoslav partisans; second issue

Emittente Denarni Zavod Slovenije (Monetary Institute of Slovenia)
Anno 1944
Tipo Accedi per vedere i dettagli
Valore Accedi per vedere i dettagli
Valuta Accedi per vedere i dettagli
Composizione Accedi per vedere i dettagli
Dimensioni Accedi per vedere i dettagli
Forma Accedi per vedere i dettagli
Stampatore Serbian state printer (ZIN - Zavod za izradu novčanica i kovanog novca), Belgrade, Serbia (1929-date)
Disegnatore/i Accedi per vedere i dettagli
Incisore/i Accedi per vedere i dettagli
In circolazione fino al Accedi per vedere i dettagli
Riferimento/i Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del dritto Accedi per vedere i dettagli
Legenda del dritto DENARNI ZAVOD SLOVENIJE
PLAČA
OB IZDAJI ENOTNEGA
DRŽAVNEGA DENARJA
PRINOSITELJU TEGA BONA
ENO LIRO
V TAKRATNI DRŽAVNI VALUTI
BLAGAJNIK
PREDSEDNIK
Descrizione del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Legenda del rovescio ODLOK PREDSEDSTVA SNOS O POOBLASTITVI DENARNEGA ZAVODA SLOVENIJE PRI PREDSEDSTVU SNOS
1
LIRA
ZA IZDAJO PLAČILNIH BONOV Z DNE 12·III·1944 V ZV. Z ODLOKOM SNOS O IZDAJI PLAČ. BONA Z DNE 20·II·1944
Firma/e Accedi per vedere i dettagli
Tipo di protezione Accedi per vedere i dettagli
Descrizione della protezione Accedi per vedere i dettagli
Varianti Accedi per vedere i dettagli
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The Denarni Zavod Slovenije was established in 1944 by the Liberation Front as a parallel monetary authority operating from partisan-held territory — one of the very few resistance movements in occupied Europe to issue its own structured currency rather than relying on captured or black-market scrip. That this second issue was printed at ZIN in Belgrade is a detail worth pausing on: Serbia was under German occupation, yet partisan networks apparently had sufficient underground reach to access state printing infrastructure, or the notes were produced in the immediate chaotic window following the October 1944 liberation of Belgrade.

The Kos numbering system remains the primary reference for Slovenian partisan issues, though surviving examples of the small-denomination notes are considerably rarer than their face value suggests.

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