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¼ Unit

Emittente Abariltur (Ilercavones people)
Anno 160 BC - 100 BC
Tipo Accedi per vedere i dettagli
Valore Accedi per vedere i dettagli
Valuta Unit (2nd century BC)
Composizione Accedi per vedere i dettagli
Peso Accedi per vedere i dettagli
Diametro Accedi per vedere i dettagli
Spessore Accedi per vedere i dettagli
Forma Accedi per vedere i dettagli
Tecnica Accedi per vedere i dettagli
Orientamento Accedi per vedere i dettagli
Incisore/i Accedi per vedere i dettagli
In circolazione fino al Accedi per vedere i dettagli
Riferimento/i Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del dritto Accedi per vedere i dettagli
Scrittura del dritto Iberian (Levantine)
Legenda del dritto Accedi per vedere i dettagli
Descrizione del rovescio Horse galloping vigorously to the right, depicted in a lively, energetic style typical of Iberian coinage of the period. The animal's legs are fully extended in full gallop, conveying motion. The Iberian legend ABARILTUR is inscribed around or below the horse, identifying the issuing mint, rendered in Levantine semi-syllabic Iberian script distributed across the field.
Scrittura del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Legenda del rovescio Accedi per vedere i dettagli
Bordo Accedi per vedere i dettagli
Zecca Accedi per vedere i dettagli
Tiratura Accedi per vedere i dettagli
Informazioni aggiuntive

The Ilercavones occupied the lower Ebro valley, and their coinage — including this fractional piece — belongs to a broader Iberian monetary tradition that emerged under Roman administrative pressure following the Second Punic War. Rome encouraged indigenous mints across Hispania to produce bronze coinage partly to facilitate tax collection and troop payments, meaning many of these local issues functioned as much within Roman logistical networks as within native economies.

ACIP 2069 is among the less commonly encountered Ilercavonian fractions, with Abariltur itself remaining only partially identified as a mint site — its precise location within Ilercavonian territory is still debated.

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