Catalogo
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| Emittente | Tasmania |
|---|---|
| Anno | 1857 |
| Tipo | Emergency coin |
| Valore | Accedi per vedere i dettagli |
| Valuta | Accedi per vedere i dettagli |
| Composizione | Accedi per vedere i dettagli |
| Peso | Accedi per vedere i dettagli |
| Diametro | Accedi per vedere i dettagli |
| Spessore | Accedi per vedere i dettagli |
| Forma | Accedi per vedere i dettagli |
| Tecnica | Accedi per vedere i dettagli |
| Orientamento | Accedi per vedere i dettagli |
| Incisore/i | Accedi per vedere i dettagli |
| In circolazione fino al | Accedi per vedere i dettagli |
| Riferimento/i | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del dritto | The obverse bears no central device, relying entirely on incuse lettering arranged within a beaded border. The merchant's name I. FRIEDMAN arcs along the upper periphery, while PAWNBROKER appears prominently across the centre field in bold raised capitals. The legend ARGYLE STREET curves along the lower periphery, completing the tradesman's address. The overall design is typographic in character, consistent with mid-nineteenth century Australian tradesmen's token practice. |
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| Scrittura del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Legenda del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Scrittura del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Legenda del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Bordo | Plain |
| Zecca | Accedi per vedere i dettagli |
| Tiratura | Accedi per vedere i dettagli |
| Informazioni aggiuntive |
Friedman's halfpenny token was issued during Tasmania's chronic small-change shortage of the 1850s, when the colonial government failed to supply sufficient regal coinage for everyday retail trade. I. Friedman operated as a merchant in Hobart, and like dozens of other traders across the Australian colonies, commissioned private copper tokens to facilitate transactions — effectively funding his own circulating currency out of commercial necessity. The Colonial Bank of Issue had been dissolved in 1843, and the gap was never adequately filled.
The three die varieties catalogued by Andrews and Rennik suggest multiple production runs, likely from a Melbourne or Sydney diesinker.