Catalogo
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| Emittente | Gallic Empire |
|---|---|
| Anno | 271 |
| Tipo | Standard circulation coin |
| Valore | Accedi per vedere i dettagli |
| Valuta | Accedi per vedere i dettagli |
| Composizione | Accedi per vedere i dettagli |
| Peso | Accedi per vedere i dettagli |
| Diametro | Accedi per vedere i dettagli |
| Spessore | Accedi per vedere i dettagli |
| Forma | Accedi per vedere i dettagli |
| Tecnica | Accedi per vedere i dettagli |
| Orientamento | Accedi per vedere i dettagli |
| Incisore/i | Accedi per vedere i dettagli |
| In circolazione fino al | Accedi per vedere i dettagli |
| Riferimento/i | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
|---|---|
| Scrittura del dritto | Latin |
| Legenda del dritto | Accedi per vedere i dettagli |
| Descrizione del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Scrittura del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Legenda del rovescio | Accedi per vedere i dettagli |
| Bordo | Accedi per vedere i dettagli |
| Zecca | Accedi per vedere i dettagli |
| Tiratura | ND (271) |
| Informazioni aggiuntive |
Barbarous radiates — unofficial imitations of the Gallic Empire's antoniniani — flooded the northwestern provinces in the early 270s when the legitimate coin supply collapsed under the weight of successive usurpations and military expenditure. This piece falls within the Tetricus I imitation series, produced not by state mints but almost certainly by local workshops, possibly military in origin, filling a genuine transactional void. At 0.9g and 9mm, it sits at the smaller end of the imitation spectrum, suggesting either metal scarcity at the point of production or progressive die degradation across a copying chain.